Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2026, che modifica e integra il DPCM del 12 gennaio 2017, i Livelli Essenziali di Assistenza si arricchiscono di circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie. Il Ministero della Salute ha presentato l’aggiornamento come un intervento di ampia portata, che riguarda soprattutto gli screening neonatali, la salute della donna e la specialistica ambulatoriale. Su questo provvedimento l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) ha espresso le proprie considerazioni, accogliendo con favore il risultato ottenuto.

Sul fronte dell’odontoiatria, allo stato delle informazioni disponibili, il decreto non introduce modifiche sostanziali all’assistenza erogata dal Servizio sanitario nazionale. Restano quindi invariati i criteri di accesso già previsti, legati all’età evolutiva, alla vulnerabilità sanitaria e alla vulnerabilità sociale, e la platea di chi può beneficiare delle cure odontoiatriche pubbliche rimane circoscritta.

Un altro tassello riguarda le tariffe. Il Decreto del Ministro della salute, emanato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, anch’esso datato 7 agosto 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2026, è in vigore dal 21 settembre e aggiorna le tariffe massime di riferimento per l’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica. Tra le prestazioni che interessano la categoria compare la prima visita odontostomatologica, fissata a 26,40 euro. Si tratta di valori massimi di riferimento per le strutture che operano per conto del SSN, che non incidono sul tariffario applicato nell’esercizio libero-professionale.

È su questo sfondo che si colloca la posizione di ANDI. L’Associazione plaude al risultato raggiunto con l’aggiornamento dei LEA – dichiara il Presidente nazionale Corrado Bondi –, ma guarda già oltre, auspicando che nelle prossime revisioni anche l’odontoiatria trovi lo spazio che merita. L’obiettivo indicato è una più ampia tutela della salute orale della popolazione, con particolare attenzione alle fasce fragili, che sono quelle più esposte al rischio di rinunciare alle cure. Al centro delle aspettative c’è anche il tema delle disomogeneità territoriali. L’accesso alle cure odontoiatriche pubbliche è oggi in larga parte rimesso alle scelte delle singole Regioni, e questo produce differenze sensibili da un territorio all’altro. Ridurre questo divario è, per ANDI – conclude Bondi –, una condizione essenziale per garantire a tutti i cittadini pari opportunità di tutela. Si rende altrettanto necessario un adeguamento del trattamento economico per gli odontoiatri che nel Sistema Sanitario Nazionale svolgono la propria attività professionale.

L’Associazione conferma infine la propria disponibilità al confronto con le istituzioni competenti e si dice pronta a offrire il proprio contributo per raggiungere questo obiettivo.

L’articolo Nuovi LEA, la posizione di ANDI: bene l’aggiornamento, ora maggiore spazio all’odontoiatria nel Servizio Sanitario Nazionale proviene da ANDI.

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Author: Paolo Angelini